Nuovo sito: mCardux.com

3 Ottobre, 2008 di mCardux

Ci siamo spostati sul nuovo dominio


http://mcardux.com

Libra, oggi 24 IX

24 Settembre, 2008 di mCardux

Libra is the only inanimate sign of the zodiac, all the others representing either humans or animals. Many modern astrologers regard it as the most desirable of zodiacal types because it represents the zenith of the year, the high point of the seasons, when the harvest of all the hard work of the spring is reaped. There is a mellowness and sense of relaxation in the air as mankind enjoys the last of the summer sun and the fruits of his toil. Librans too are among the most civilized of the twelve zodiacal characters and are often good looking. They have elegance, charm and good taste, are naturally kind, very gentle, and lovers of beauty, harmony (both in music and social living) and the pleasures that these bring.

Per voi poveri ignoranti, oggi 24 Settembre parte il periodo in cui i nascituri saranno del segno zodiacale della Bilancia, che si protrarrà fino al 23 di Ottobre.

La Bilancia era una delle costellazioni preferite dai Romani. Si diceva che la Luna fosse stata in Bilancia all’epoca della fondazione di Roma. «L’Italia appartiene alla Bilancia, il segno che più le si addice. Sotto di lei sia Roma che la sua sovranità sul mondo furono fondate», disse lo scrittore latino Manilio. Egli descrisse la Bilancia come «il segno nel quale le stagioni sono in equilibrio, e le ore del giorno e della notte combaciano».

Dopo una lunga pausa post viaggio Milano e post tragedia recuperata, riecco un aggiornamento di questo blog. Potete notare “mCardux.com” in testata. Questo perché a breve ci sarà il dominio a disposizione.

Gomorra, capitolo III: “Il Sistema”

5 Settembre, 2008 di mCardux

Il terzo capitolo di Gomorra parla in maniera chiara ed estesa dei meccanismi del “Sistema”. Chiunque chiami Camorra o Mafia, questo, appunto, sistema vero e proprio sbaglia: non ci sono spietati boss sanguinari a capo di tutto ciò, bensì acuti businessman spregiudicati, che farebbero qualsiasi cosa pur di arricchirsi e far arricchire le proprie famiglie.

Per cui è sbagliato, come dice Saviano, pensare a questi uomini soltanto come assassini – poiché l’assassinio avviene solo quando è indispensabile – bisognerebbe pensare a questa gente come un’enorme rete di commercio illegale, ma che frutta miliardi su miliardi alle casse del Sistema Camorra.

Download III capitolo – Gomorra: “Il Sistema” | Roberto Saviano (via MediaFire)

Gomorra, capitolo II: “Angelina Jolie”

3 Settembre, 2008 di mCardux

Bene, cari lettori.. ecco a voi il secondo capitolo di Gomorra.

In questo intervento, ho da dilungarmi un pò. Infatti in Angelina Jolie si parla della sartoria di qualità per i grandi marchi della moda italiana, realizzata in condizioni di miseria umana e imprenditoriale.

In poche parole, i capi di alta moda, quelli che costano centinaia, se non migliaia di euro, sono proprio prodotti in questi scantinati, dove gli operai sono in condizioni quasi disumane. Ecco un breve estratto dal libro, per chiarificare le idee:

“Il volto dell’Italia nel mondo” ha i lineamenti di stoffa adagiati sul cranio nudo della provincia napoletana. Le griffe non si fidano a mandare tutto a est, ad appaltare in Oriente. Le fabbriche si ammonticchiano nei sottoscala, al piano terra delle villette a schiera. Nei capannoni alla periferia di questi paesi di periferia. Si lavora cucendo, tagliando pelle, assemblando scarpe. In fila. La schiena del collega davanti agli occhi e la
propria dinanzi agli occhi di chi ti è dietro. Un operaio del settore tessile lavora circa dieci ore al giorno. Gli stipendi variano da cinquecento a novecento euro. Gli straordinari sono spesso pagati bene. Anche quindici euro in più rispetto al normale valore di un’ora di lavoro. Raramente le aziende superano i dieci dipendenti. Nelle stanze dove si lavora campeggia su una mensola una radio o una televisione. La radio si ascolta per la musica e al massimo qualcuno canticchia. Ma nei momenti di massima produzione tutto tace e battono soltanto gli aghi. Più della metà dei dipendenti di queste aziende sono donne. Abili, nate dinanzi alle macchine per cucire. Qui le fabbriche formalmente non esistono e non esistono nemmeno i lavoratori.

A fronte di questa brevissima descrizione, vorrei puntualizzare come i grandi marchi italiani e non possano acquistare alla “fabbrica” un capo a 20-40€ e rivenderlo almeno a 200-300€. Io ho sempre disprezzato le grandi marche, per filosofia personale. A maggior ragione ora ho possibilità d’odiare le griffe, poiché vere e proprie sfruttatrici del lavoro e della gente, in modo disumano, oltre che illegale.

Ma passiamo al cuore di questo post: ecco a voi il secondo degli undici capitoli del capolavoro Gomorra.

Download II Capitolo – Gomorra: “Angelina Jolie” | Roberto Saviano (via MediaFire)

Il web sarà più inquinante dell’aereo

2 Settembre, 2008 di mCardux

Secondo una ricerca della McKinsey nel 2020 l’inquinamento derivato dal web sarà maggiore di quello relativo al traffico aereo

Non sarà l’ipotesi più ottimistica di tutte. Ma è indubbio che il dato è allarmante. Secondo il rapporto pubblicato della società americana McKinsey entro il 2020 l’inquinamento prodotto sia dalle Server farm che forniscono connessioni alla rete che dai grossi centri di calcolo supererà quello di tutto il traffico aereo.

Detta così c’è da essere impressionati. E analizzando nel dettaglio la notizia non è che la sensazione sia più rosea.

Continua a leggere l’articolo…

Gomorra, capitolo I: “Il Porto”

1 Settembre, 2008 di mCardux

Come avevo anticipato qualche tempo fa, ho intenzione di sponsorizzare un libro di cui consiglio caldamente l’acquisto. Il libro in questione, come da titolo, è Gomorra, di Roberto Saviano.

Oggi è l’1 settembre, solo 27 giorni al mio 19esimo anniversario di nascita, e proprio oggi inizierò con la pubblicazione di questo capolavoro.

In totale ci sono 11 capitoli, li pubblicherò uno alla volta, in post diversi, ma saranno raccolti in un elenco apposito qui nella destra del sito.

Ora bando alle ciance, iniziamo con la presentazione del I Capitolo del libro.

Il Porto, descrive il commercio di scarpe, abbigliamento, accessori d’importazione cinese attraverso il porto di Napoli.

Download I Capitolo – Gomorra: “Il Porto” | Roberto Saviano (via MediaFire)

Il crac di Taranto, raccontato da “La Casta”

19 Agosto, 2008 di mCardux

Come pochi sanno, ho finito da poco La Casta, libro denuncia sui costi astronomici (e vergognosi) dei nostri amati ed efficienti politici. E cosa c’entra Taranto? Bene, dovete sapere che l’ultimo capitolo del libro è intitolato “Il signor sindaco ha fatto crac”; ecco la lampadina che si accende: sindaco + crac = Taranto. Come ampiamente immaginabile, questo capitolo parla quasi esclusivamente della nostra ridente cittadina sullo Ionio.
E voglio proporvelo qui, integralmente.

Download Capitolo 18 – La Casta | G. A. Stella, S. Rizzo. (via MediaFire)

In questa pagina, per ovvi motivi di spazio, vi riporto testualmente solo l’incipit del capitolo. Godetevelo…

Leggi l’incipit del capitolo…

Incipit Gomorra: il Porto

17 Agosto, 2008 di mCardux

Dopo aver letto con estrema avidità di sapere La Casta, ecco la successiva pubblicazione che sto divorando: Gomorra. Il capolavoro-shock di Roberto Saviano. Vi propongo soltanto l’incipit dell’opera, per avere un assaggio di quanto vi è scritto.

Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d’intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale dal salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese. Quando il gruista del porto mi raccontò la cosa, si mise le mani in faccia e continuava a guardarmi attraverso lo spazio tra le dita. Come se quella maschera di mani gli concedesse più coraggio per raccontare. Aveva visto cadere corpi e non aveva avuto bisogno neanche di lanciare l’allarme, di avvertire qualcuno. Aveva soltanto fatto toccare terra al container, e decine di persone comparse dal nulla avevano rimesso dentro tutti e con una pompa ripulito i resti. Era così che andavano le cose. Non riusciva ancora a crederci, sperava fosse un’allucinazione dovuta agli eccessivi straordinari. Chiuse le dita coprendosi completamente il volto e continuò a parlare piagnucolando, ma non riuscivo più a capirlo.

Un solo consiglio: leggete il libro. Presto darò vita ad una serie di articoli che presenteranno e metteranno a disposizione alcune letture, Gomorra sarà tra queste.

Raffa e Manu: gli vuole bene?!

8 Agosto, 2008 di mCardux

« Cose brutte, ma cose veramente brutte. »
Questo il titolo originale che avevo in mente per il post. Poi, ci ho ripensato.

Già, perché al di là delle Olimpiadi in Cina, del look di Amy Winehouse e della dilagante bimbominkiaggine, c’è altro che annebbia le menti di ampie folle: Raffaello e Manuela. Ora, i non partenopei (ma anche una buona fetta di essi) si chiederanno: “….chi?!”. E’ presto detto:

Continua a leggere, scoprirai rivelazioni shock…

VI – VIII – MCMXLV

6 Agosto, 2008 di mCardux

Il mattino del 6 agosto 1945, l’Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, la maggior parte delle quali civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti, e del fatto che si è trattato del primo utilizzo in guerra di tale arma, l’attacco atomico viene considerato fra gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.

Ricostruzione di Little Boy.

Ricostruzione di "Little Boy".

Il ruolo dei bombardamenti nella resa dell’Impero giapponese, così come gli effetti e le giustificazioni, sono stati oggetto di innumerevoli dibattiti. Negli Stati Uniti prevale la convinzione che i bombardamenti atomici siano serviti ad accorciare la Seconda guerra mondiale di parecchi mesi, ed abbiano inoltre salvato la vita a milioni di soldati (sia alleati sia giapponesi) e di civili, che sicuramente sarebbero morti nella prevista invasione del Giappone per via degli scontri armati sul suolo e dei bombardamenti a tappeto. In Giappone, l’opinione pubblica, invece, tende a sostenere che i bombardamenti siano crimini di guerra serviti ad accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell’evento, che non è più stato replicato.

Hiroshima divenne l’obiettivo primario per l’attacco nucleare statunitense, che avvenne il 6 agosto 1945. La scelta della data del 6 agosto si basò sul fatto che nei giorni precedenti diverse nubi stratificate coprivano la città, mentre il giorno dell’attacco il tempo era ottimo. Tutti i dettagli, la pianificazione precisa della tabella di volo, la bomba di gravità, l’armamento della bomba con i suoi 60 kg di uranio-235, tutto venne studiato nei minimi dettagli, e tutto si svolse così come era stato stabilito a tavolino.

Hiroshima rasa al suolo dopo il bombardamento.

Hiroshima rasa al suolo dopo il bombardamento.

Circa un’ora prima del bombardamento, la rete radar giapponese lanciò un allarme immediato, rilevando l’avvicinamento di un gran numero di velivoli americani diretti nella zona meridionale del Giappone. L’allarme venne diffuso anche attraverso trasmissioni radio in moltissime città del Giappone, e fra queste anche Hiroshima. Gli aerei si avvicinarono alle coste dell’arcipelago giapponese a un’altezza molto elevata.
Poco prima delle 08:00, la stazione radar di Hiroshima stabilì che il numero di velivoli entrati nello spazio aereo giapponese era basso – probabilmente non più di tre –, perciò l’allarme aereo venne ridimensionato (il comando militare giapponese infatti aveva deciso, per risparmiare il carburante, di non far alzare in volo i propri aerei per le formazioni aeree americane di piccole dimensioni). I tre aeroplani americani erano i bombardieri Enola Gay, The Great Artiste, e un altro aereo, in seguito chiamato Necessary Evil (l’unica funzione di questo aereo fu quello di documentare, attraverso una serie di fotografie, gli effetti dell’impiego dell’arma atomica).

Il normale allarme aereo non venne azionato, dato che veniva normalmente attivato solo all’approssimarsi dei bombardieri. Alle 08:15 l’Enola Gay lanciò “Little Boy” sul centro di Hiroshima. L’esplosione si verificò a circa 600 metri dal suolo, con uno scoppio equivalente a 13 chilotoni di TNT, uccidendo sul colpo tra le 70.000 e le 80.000 persone. Circa il 90% degli edifici venne completamente raso al suolo.

Cerchiamo di non dimenticare.